Beach volleyball

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Beach volley

Il beach volley nasce negli Stati Uniti a cavallo degli anni 1920-1930 ed inizia a diffondersi lentamente in vari continenti, Europa compresa. L'avvento della seconda guerra mondiale ne blocca l'ascesa in modo quasi totale. Solo alla fine degli anni 1980, quando la FIVB inizia a concentrare molti dei suoi sforzi sulla sua promozione, viene conosciuto dagli sportivi di molti paesi. L'entrata a far parte delle effettive discipline Olimpiche (Atlanta 1996) contribuisce in modo notevolissimo alla sua divulgazione in tutto il mondo. Le ultime Olimpiadi, quelle di Atene 2004, hanno poi dato al Beach Volley la definitiva consacrazione: essendo stato uno degli sport più seguiti in assoluto, ha chiaramente dimostrato di possedere tutte le caratteristiche per essere di una popolarità mediatica eccezionale, proprio grazie alla altissima spettacolarità della disciplina sportiva, e, cosa ancora più importante, al nuovo concetto di “SPORT-SHOW-ENTERTAINMENT” registratosi durante l'intera manifestazione. In Italia il gioco inizia a diffondersi nel corso degli anni '80. Nel 1996, il beach volley diventa una disciplina olimpica. Da alcuni anni esiste un circuito professionistico del beach volley, gestito dalla FIVB. Brasile e Stati Uniti sono tradizionalmente le nazioni che schierano gli atleti più forti, sia in campo femminile che in campo maschile.
Il beach volley, nato come variante del gioco della pallavolo, è ora a tutti gli effetti sport Olimpico, poiché da semplice ricreazione sulle spiagge si è evoluto fino a diventare sport professionistico in vari paesi del mondo. In questa versione non si gioca al chiuso su superfici rigide, ma piuttosto su campi di sabbia. Invece di squadre di sei persone, i giocatori sono solo due per parte e non dispongono di cambi.










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